Battlefield 4

E’ inutile negarlo. Alle soglie della tanto attesa next gen , ogni gioco che esce sul mercato in questo momento vive di un dualismo di giudizi tra la sue versione per piattaforme attuali e quella destinata alle prossime PS4 e Xbox One. Destino in cui è incappato anche l’attesissimo Battlefield 4, nuovo capitolo targato DICE dello sparatutto che da alcuni anni a questa parte cerca in tutti i modi di togliere lo scettro al suo nemico giurato, ovvero a quel Call of Duty prodotto dalla Activision che, episodio dopo episodio, continua a raccogliere consensi e favori sia da parte della critica sia da parte dei sempre più esigenti videogiocatori che ormai non ne vogliono più sapere di un prodotto mediocre.

Il titolo della EA ormai si è ritagliato un posto di tutto rispetto anche se le vendite continuano ad essere inferiori rispetto alla corazzata della Activision e questo nuovo quarto capitolo era tanto atteso per due motivi. Prima di tutto per vedere se questa volta ci sarà l’agognato sorpasso su COD e poi perché, proprio come altri giochi in arrivo in questo giorni, anche Battlefield uscirà in due versioni distinte per console attuali e per console next gen.

Il capitolo precedente era  riuscito a vendere oltre dodici milioni di copie con un successo davvero molto al di sopra delle aspettative.  Battlefield 4 è appena arrivato sul mercato (molti rivenditori hanno deciso di rompere il fatidico day one già da giovedì scorso) e parlare di una guerra tra i due shooter in prima persona più famosi di sempre oggi è una cosa abbastanza fuori luogo visto che EA e Activision, e soprattutto i due team di sviluppo dei giochi, hanno comunque deciso di prendere strade differenti tanto  che BF ha virato verso un modus di gioco più strategico, da vero simulatore di guerra, mentre COD ha deciso di abbracciare un bacino di utenza più ampio con partite online frenetiche adatte ad essere giocate anche da soli dove le killstreak possono essere il mezzo per cambiare le sorti di una partita molto di più rispetto ad eventuali collaborazioni tra compagni di squadra.

Detto questo la recensione che vi andiamo a proporre riguarda il titolo della DICE su console PS3 a cui farà seguito al momento opportuno una nuova analisi per lo stesso titolo su console di prossima generazione. Quindi vediamo se, come promesso ormai da mesi, Battlefield 4 rappresenta davvero il capolavoro di genere.

 A SPASSO PER LA CAMPAGNA

Ci si chiede spesso come mai dei titoli che puntano tutto sul comparto multiplayer decidano di creare anche una componente single player, quasi a voler dimostrare che il titolo in questione non possa vivere senza un’adeguata campagna per giocatore singolo. In effetti la campagna di Battelfield 4 è ben lungi da far gridare al miracolo, sembra più un’appendice messa lì per far contenti tutti che una vera e propria modalità single player atta ad implementare magari la storia del gioco con nuovi spunti ed interessanti dettagli. Nel precedente capitolo questa modalità era parsa sin da subito una sorta di splendida incompiuta, a metà strada tra effetti tipici di un serial destinato magari alle televisioni americane e un desiderio hollywoodiano che di solito è alla base di un titolo come COD. Il team della DICE, indeciso su quale strada intraprendere, alla fine le ha prese entrambe creando una campagna per BF3 per molti versi deludente, di breve durata e per niente coinvolgente. Speravamo che questo problema si fosse risolto con questo quarto capitolo del gioco ed invece non è così.

La trama si snoda come sempre intorno ad un colpo di Stato che questa volta coinvolge la Cina, nemico storico del mondo Occidentale, che vede salire al potere un uomo cinico e spietato che (come sempre) vuole governare il mondo intero (…il mondo è mio…!!). La flotta americana di stanza nel Pacifico è ormai in balia del nuovo potere d’Oriente e noi saremo coinvolti a ristabilire la pace e l’ordine al di là degli Urali quando per una volta ad essere invasi non sono gli Stati Uniti d’America. Saremo chiamati a combattere per mare e per terra al fine di evitare una nuova guerra mondiale nei panni del sergente Recker, pronti a guidare la squadra Tombstone attraverso sette missioni che ci porteranno in Azerbaigian, sulle coste Orientali fino alla Cina governata da un nuovo potere portando avanti azioni di infiltrazione e recupero documenti oppure veri e propri corri e spara fino all’epilogo finale che ci vedrà ancora una volta nei panni dell’eroe senza macchia e senza paura.

Una trama a dir vero poco fantasiosa e molto legata ai soliti cliché di una campagna single player tipica di titoli come questo. Se proprio vogliamo essere pignoli la situazione precipita quando il team di sviluppo cerca di costruire un certo pathos intorno ai personaggi principali e non ,  cercando un’approfondimento caratteriale che darà vita alla fine solo a dialoghi fuori contesto e un’introspezione psicologica che potrebbe ricordare quella di qualche soap opera americana. Una narrazione piatta, priva di vero mordente, con colpi di scena intuibili molto prima che questi accadano sono purtroppo gli ingredienti principale di una  campagna di breve durata (massimo sei ore di gioco) che pecca quindi anche in longevità oltre che in banalità.

Questi gli aspetti negativi. Per quanto concerne invece le note positive (incredibile ci sono anche quelle) non possiamo non parlare dell’aspetto molto cinematografico della modalità giocatore singolo che dispone di un motore grafico di nuova generazione ch fa un lavoro davvero eccellente e che permette così una grande dinamicità e fluidità di movimento, cut scene spettacolari e un ottimo passaggio da spazi chiusi a spazi aperti con massima cura per gli effetti luce ed ombra che come al solito sono uno dei punti di forza della DICE. Il level design passa da uno stile più caro a titoli come Call  of Duty a quelli molto più simili al tanto lodato Bad Company quando saremo noi a decidere il da farsi e  come muoverci per far progredire la nostra missione. Le aree sono ampie ma ben delimitate e molto utile risulterà il binocolo che il nostro soldato avrà in dotazione per riuscire a scorgere nemici lontani e ben nascosti. Una volta individuati, i nemici verranno infatti segnati su una minimappa posta in basso del nostro schermo e sarà per noi più agevole farli fuori  e proseguire la nostra missione anche perché potremo anche comandare a un compagno di squadra di attaccare i soldati a noi ostili preferendo un fronte piuttosto che un altro.

Le mappe non sono state riciclate da Battlefield 3 (tranne un paio) o da altri capitoli precedenti come spesso accade per titoli come questo quanto piuttosto create ad hoc per l’occasione in maniera molto ben delineata e ricca di particolari e come sempre con un alto tasso di distruttibilità ambientale.

Purtroppo però altra nota dolente della campagna single player risiede proprio nell’intelligenza artificiale del nemici ( potremo uccidere un nemico col coltello e i suoi compagni di ronda non accorgersi di nulla di quanto accade intorno a loro) che risulta assai ridotta e poco adatta a farci impensierire. Caratteristica questa che va ad influire anche sullo scorrimento del gioco che abbiamo già detto è possibile finire nel giro di poche ore nonché sul fattore rigiocabilità, questo punto quasi inesistente e davvero poco interessante.

Poca personalità che caratterizza anche i membri della nostra ridotta squadra che impareremo a conoscere sin da subito. Dopo una sorta di breve tutorial che ci insegna come saltare un ostacolo, abbassarci per passare sotto a una trave, correre e nasconderci dietro a un riparo, faremo la conoscenza con Irish, il più deciso del nostro team, Dunn, il sergente maggiore sempre molto risoluto e Pac, soldato di poche parole dedito al suo dovere  pronto a portare a termine qualsiasi compito gli viene assegnato pur rimanendo sempre un po’ in disparte rispetto al resto della squadra. Segnalando i nemici potremo impartire gli ordini ai nostro soldati facendo in modo che ognuno di loro attacchi un determinato bersaglio, così come succede adesso anche nel comaprto multiplayer dove potremo “taggare” i nemici e i nostri compagni fare fuoco seguendo le nostre indicazioni. Purtroppo però alla fine i soldati diventano pedine da spostare su una ampia dama, pedine che però non muoiono vista la loro capacità di trasportarsi al checkpoint successivo o su mezzi che noi piloteremo nel mezzo di una battaglia.

Inoltre alla fine della storia molti interrogativi resteranno sospesi, il che ci fa intuire che molto probabilmente il nuovo capitolo della serie Battelfield ripartirà proprio da qui per spiegarci e chiarirci i tanti punti oscuri di una narrazione poco approfondita e poco coinvolgente. Alcuni personaggi incontrati soprattutto nelle cut scene scompariranno dalla storia lasciandoci parecchi dubbi e incomprensioni tanto che alla fine delle sei ore di gioco utili per portare a termine la campagna ci sembrerà di rivedere la luce dopo aver affrontato sette missioni tutte slegate fra di loro, poco chiare e poco incisive, utili soprattutto a mostrare le indiscusse capacità del nuovo motore grafico che a coinvolgere il videogiocatore che, alla vista dei titoli di coda, tirerà un sospiro di sollievo perche potrà finalmente dedicarsi alla modalità multiplayer senza rimpianti.

Prima di concludere questo excursus sulla modalità campagna, vogliamo raccontarvi una piccola curiosità relativa a Battelfield 4, ovvero quando durante il gioco vengono uccisi deu cani, due pastori tedeschi che sono molto probabilmente un chiaro riferimento al nemico Call of Duty: Ghost che vede tra i protagonisti anche un bel cane pastore che affiancherà il protagonista nelle varie missioni. Dopo questa scena permetteteci un piccolo appunto. Siamo sicuro che per battere la concorrenza ai ragazzi della DICE serve molto di più che far fuori due cani giusto per fare la voce grossa contro il team della Infinity Ward che, a quanto pare, uscirà ancora una volta vincitore da questa assurda sfida tra colossi!

 FINALMENTE MULTI

 Purtroppo per i possessori di PS3 e Xbox 360 il comparto multiplayer non gira a 60 frame al secondo e non può supportare fino a 64 giocatori come invece accadrà per le console next gen. Ma per il momento dobbiamo accontentarci e fare riferimento ad un reparto online che da sempre è uno dei punti di forza di questo titolo grazie alla mappe ampie e ampiamente distruttibili, al vasto arsenale, alle tante modalità e ad una certa voglia di simulatore di guerra vera peculiarità di ogni Battlefield che si rispetti.

Pur trattandosi di una recensione scritta giocando il titolo su PS3, vi posso dire senza timore di essere contraddetta che il level design delle mappe è davvero eccellente e fa ben sperare per la versione del gioco next gen.

Prima di tutto le squadre non avranno più un numero minimo di giocatori pari a quattro visto che adesso è stato implementato un giocatore in più quindi il numero minimo diventa cinque, cambiamento voluto soprattutto da DICE che vorrebbe adattare il suo titolo anche alle meccaniche tipiche dei giochi e-sport( la modalità Defuse ci sembra creata apposta per questo tipo di discorso), anche se francamente Battlefield ci sembra ancora poco adatto a questo tipo di discorso.

Come sempre le modalità Corsa e Conquista saranno le più apprezzate dagli utenti, visto che sono anche le più frenetiche e interessanti da giocare mentre la nuovissima modalità Defuse vede due team contrapposti, composti da cinque giocatori ognuno, pronti a darsi battaglia per piazzare una bomba e farla detonare negli obiettivi preposti. Qui la strategia e la collaborazione tra giocatori appartenenti allo stesso team sono il punto focale per portare a casa il risultato anche perché una volta che un giocatore viene ucciso non ci sarà alcun respawn e per vincere potrebbe anche bastare far fuori tutti i giocatori della squadra avversaria. Quindi massima attenzione e cercate di rimanere in vita senza portare avanti nessuna azione solitaria visto che in questa modalità l’eroismo solitario non paga a la collaborazione tra giocatori si rivela l’un9ca cosa utile e fondamentale per vincere la partita e l’eventuale clan war. Le mappe utilizzate per Defuse sono molto piccole e prive di mezzi, quindi niente aerei, fuoristrada e camionette, motivo in più per far entrare di diritto Battlefield 4 nel’olimpo degli e-sport.

DICE ha sicuramente aumentato la competitività del suo titolo grazie anche alla modalità Dominio, sviluppata proprio in questo senso, che sfrutta ancora una volta mappe a dimensione ridotta con le stesse meccaniche che invece appartengono in larga scala al genere Conquista.

Certo il team di sviluppo non ha tradito l’anima del gioco e quindi ancora una volta ambienti ad alto tasso di distruttibilità la fanno da padrona in un comparto online sempre divertente e adatta ai più svariati tipi di videogiocatori che ancora una volta possono ritrovare le caratteristiche che tanto hanno fatto amare questo gioco. Tutto questo è reso ancora più interessante dal Levolution, funzionalità che ci permette in tempo reale di modificare l’aspetto della mappa facendo crollare un grattacielo, rompendo una diga e creando così nuovi ambienti di gioco sempre  diversi e imprevedibili. Peccato che questa funzione non sia così influente e spettacolare per tutte le mappe. Infatti se è bellissimo da vedere il palazzo che si sgretola sotto i nostri occhi in Siege of Shanghai, così come risulta davvero al alto tasso cinematografico la nave incagliata sulla spiaggia di Paracel Storm, altre mappe soffrono di qualche mancanza mentre Flodd Zone ci lascia davvero senza respiro quando tutta la mappa viene allagata con la conseguenza di una pesante modifica capillare di tutto il level design tanto che ci sembrerà di essere passati letteralmente da un’ambientazione ad un’altra senza sapere come ci siamo riusciti. E così dalla corsa passiamo alla guida di mezzi anfibi e navi per spostarci rapidamente mentre alcuni di noi saranno costretti a salire rapide mante i piani di un grattacielo per restare letteralmente a galla.

Ecco perché possiamo perdonare la poco interessante campagna single player, proprio perché la modalità online ci regala una volta di più divertimento ed emozioni a iosa.

Nel comparto multiplayer sia le partite giocate in mappe più piccole, sia quelle portate avanti in spazi ampissimo sanno regalarci puro divertimento e possiamo dire che il nuoov Frostibite 3 mostra davvero i muscoli mostrandoci la sua potenza già nella versione del gioco per PS3. Le partite senza veicoli hanno comunque un ritmo diverso, più frenetico, grazie anche alle dimensioni ridotte degli ambienti che ci circondano e per questo sono preferibili per tutti coloro che amano lo stile tipico del comparto online di COD. conoscere le mappe e imparare a muoversi al loro interno sarà come sempre fondamentale per portare a casa il risultato e vista la straordinaria ampiezza che questa hanno in Battlefield 4 ci vorrà un bel po’ di tempo prima di imparare a memoria ogni più piccolo angolo. Questo farà si che il gioco risulti divertente e imprevedibile per molto tempo rischiando di non stancare mai davvero il video giocatore.

 GRAFICA E SONORO

Sicuramente questi argomenti andrebbero trattati soprattutto con l’uscita del titolo su console next gen, ma qualche parola vogliamo spenderla anche per questa versione per PS3 mettendo l’accento soprattutto sul sempre ottimo comparto sonoro che caratterizza Battlefield sin dalla sua prima uscita.

Il rumore dei nostri passi, lo scoppio i una bomba, il fischio dei proiettili e il doppiaggio in italiano sono veri punto di forza del titolo che in questo campo risulta essere sempre molto attento e mai banale. Sparare all’interno di un ambiente chiuso o in un campo aperto produrrà effetti sonori differenti così come se facciamo ribalzare un proiettili contro un container di metallo o contro una cassa di legno. Ottima anche la cura degli effetti eco e rimbombo che sono davvero in grado di ricreare un realismo eccezionale su cui non possiamo aggiungere altro se non dire che il comparto sonoro sfiora la perfezione.

Qualche poligono ogni tanto scappa qua e là a livello di grafica (speriamo che non succeda anche sulle nuove console) che resta comunque molto buona  e ben curata, attenta ai dettagli e ottima davvero se parliamo delle mappe del comparto multiplayer  e della possibilità di distruggere ciò che ci circonda.

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Molto realistica la risposta dei fucili da cecchino che ben lontani dal tanto odiato quick scoop tipico ( e molto poco realistico) della serie COD ( non campirò mai come si faccia a sparare al volo con un Barrett di sei chili di peso) soffre invece una grafica approssimativa tutto ciò che riguarda il mare, l’oceano e le acque dove muovere i nostri mezzi.Diciamo che si poteva fare decisamente di più e meglio ma visto che il gioco arriverà a breve anche su PS4 siamo curisoi di vedere lì cosa succederà a livello di comparto grafico. Considerando che l’acqua, anche sotto forma di neve e pioggia, diventa spesso psdrona della scena era lecito da parte nostra sperare in qaulcosa di più realistico ma tant’è e per ora sembra proprio che ci dobbiamo accontentare. Ottimo come abbiamo già accennato il gioco di luci e ombre anche se talvota portato all’eccesso che fa risultare i tagli di luce fastidiosi e poco realistici.

FUCILI, PISTOLE, GRANATE, COLTELLI. E’ LA GUERRA BELLEZZA!

Di sicuro in questo Battlefield 4 non possiamo lamentare la mancanza di una grande varietà di armi, gadget e tutto quello che serve ad un soldato per vincere la guerra! Sia nella modalità campagna che in quella online avremo a disposizione un arsenale che farebbe impallidire qualsiasi esercito nel mondo. Avremo quindi a disposizione sette categorie di armamentari principale, armi secondarie, granate, coltelli, gadget di varia natura oltre a un centinaio di bocche di fuoco completamente personalizzabili dal giocatore a seconda del tipo di approccio che vuole avere in battaglia e di quanto abbia il grilletto facile. Quindi silenziatori, skin mimetiche, mirini modifictai, calci, caricatori raddoppiati e chi più ne ha più ne metta tanto che qualcuno ha detto che forse tutte queste armi sono davvero troppe (ma non siete mai contenti?!?).

Anche i  veicoli sono in quantità industriale e guidandoli guadagneremo punti che sbloccheranno nuovi armamentari per camionette ed elicotteri. Ci saranno anche i soliti Jet che per imparare a guidarli ci vorrà un’eternità tanto che quando saremo in grado di pilotarli senza problemi sarà uscito Battlefield 5, anche se certe mappe risultano avere cieli e dimensioni alquanto ridotte e poco consone a far volare un aereo da combattimento. Molto più semplice invece risulta essere il modo di pilotare un Elicottero, molto più intuitivo rispetto al passato e più agevole se lo paragoniamo ai jet.

Le navi da guerra invece sono dei veri portenti, forse persino troppo forti per essere contrastate e in gardo di radere al suolo noi, i nostri compagni e mezza mappa ogni volta che toccano la riva o sparano da uno dei potentissimi cannoni che hanno in dotazione. Magari una patch per diminuire la loro devastante potenza sarebbe gradita visto e considerato che è davvero troppa!

Per quanto riguarda la classi come sempre Supporto ci da la possibilità di ricaricare le munizioni dei compagni, oltre ad avere in dotazione un defibrillatore per rianimare i nostro soldati e cura all’assalto che rendono così la classe Geniere utile solo per controllare e riparare i mezzi e nient’altro. La classe Scout ritorna utile come sempre negli scontri a lunga distanza grazie ai fucili da cecchino in dotazione, davvero molto utile se si considerano i tanti palazzi presenti nelle mappe, vere manne dal cielo per i famigerati camper.

Peccato per loro che adesso esiste il Commander Mode e al raggiungimento del decimo livello  un giocatore potrà entrare in guerra come Comandante delle forze in battaglia con una visuale strategica ottimale e atta a scovare anche eventuali soldati nemici appostati su tetti o nascosti in angoli bui. Così facendo potrà indirizzare i propri compagni verso il nemico oppure lanciare attacchi missilistici di precisione che faranno maledire al cecchino il momento in cui ha deciso che camperare era la soluzione migliore ai suoi problemi.

COMMENTO FINALE

Tra Commander Mode e Levolution non possiamo non sottolineare come il gameplay di Battlefield 4 sia mutato in qualcosa e lo abbia fatto in meglio. Anche se alla fine queste nuove meccaniche risultano essere forse troppo poche per parlare di una vera e propria rivoluzione soprattutto per il comparto single player dove oltre ad un binocolo per individuare i nemici e la possibilità di indirizzare verso un obiettivo specifico i nostri compagni di squadra non abbiamo molto di più di cui parlare.

Certo qualcosina di più era lecito aspettarsela, vista la grande pubblicità mossa intorno a questo titolo ma, a rischio di sembrare ripetitiva, non posso ancora esprimere un giudizio totalitario sul gioco visto che credo sia corretto e lecito aspettare la versione per PS4 e console next gen prima di dire davvero la nostra fino in fondo. Purtroppo come ho già detto e sostenuto questo gameplay alla fine non può dirsi davvero soddisfacente visto che la campagna dura davvero molto poco e sembra dover essere più un semplice contorno al multiplayer che un comparto vero e proprio sviluppato con tutti i sacri crismi. Qualche nota positiva c’è ma nulla di più e non credo che la modalità giocatore singolo soddisfi appieno le esigenza dei giocatori più navigati.

Per fortuna il comparto multiplayer colma le lacune della campagna, offrendoci un gioco variegato, divertente, ami noioso e  molto interessante sotto tanti punti di vista non ultimo la virata verso un multi giocatore che abbracci anche l’E-Sport in una direzione sottolineata proprio dalla nuova modalità Defuse che siamo sicuri, farà divertire e non poco tutti i videogiocatori che lamentavano una mancanza di vera competitività per il titolo della EA. Tutto questo in attesa di vedere come il gioco si comporterà una volta approdato su PS4 e Xbox One.