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Ossuary Recensione

Discordianesimo, questo sconosciuto

il 8 luglio 2015 (17:35) di @lighting_cloud
 

Ossuary, gioco sviluppato da Gregory e Melissa Avery-Weir e distribuito da Future Proof Games, cerca di infilarsi nel mondo delle visual novel interattive, proponendo un oltremondo basato sulla religione (satirica) del discordianesimo.

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Le avventure grafiche a sfondo filosofico non mancano di certo, ma come distinguere il confine tra filosofia e siamo in fascia protetta, vero? stronzata? La questione, poiché il videogioco è tutto meno che alta arte e non è certo soggetto a quelle oggettività tanto care al mondo della critica di livello, è puramente soggettiva. Inoltre, di discordianesimo io non avevo mai mai, mai, mai sentito parlare prima dora. Facile, quindi, immaginare che mi sia perso qualche plot twist o qualche importante riflessione o riferimento che potessero aumentare il mio coinvolgimento. Eviterò, quindi, di dare alla “significatività filosofica” della storia un peso eccessivo ai fini della valutazione.

Il protagonista si risveglia in una specie di limbo oscuro senza sapere chi sia e cosa debba fare. Tale oltremondo è costituito da cinque stanze disposte a croce: in quella centrale si trovano i “boss” della situazione, ognuno con un compito da assegnare al protagonista, mentre in ciascuna delle altre quattro stanze sono nascosti una bugia, una parola, un oggetto, un luogo di potere e un demone. Sarà compito del protagonista avere a che fare con ognuno di questi segreti per trovare il potere che gli occorre per “sistemare” un oltremondo nel caos. Ma ci sarà da fidarsi dei quattro lord o siamo solo una pedina nelle loro mani?

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Ossuary propone un gameplay molto semplice, ottenuto mescolando alcune parti di free roaming per le cinque stanze disponibili, alcune parti di puzzle game dove risolvere gli enigmi che comunque, il più delle volte, richiedono semplicemente di esaurire le opzioni di dialogo e, per lappunto, moltissime parti di avventura testuale, con una mole praticamente immensa di dialoghi più o meno importanti.

ossuary (4)A disposizione del nostro strano eroe avremo i sette peccati capitali, dai quali dovremo essere “infettati” per poi riversarli a nostra volta sui diversi NPC per influenzarne a nostro favore il comportamento.

A dispetto di un gameplay molto essenziale e di una longevità decisamente ridotta (tre ore sono sufficienti a finire completamente il titolo), Ossuary non è un gioco che vada giocato tutto di un fiato, soprattutto se non siete perfettamente anglofoni: un centinaio di personaggi per oltre seicento righe di dialogo, spaziando da frasi di tutti i giorni a riflessioni filosofiche più complesse, possono stancare in fretta anche il migliore dei cervelli, facendo calare lattenzione e rendendo Ossuary un mero susseguirsi di button mashing, nella speranza di trovare a caso, come purtroppo mi è capitato di fare quando mi sono trovato di fronte degli indovinelli testuali, la soluzione giusta.


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Commento finale
 

Ossuary va invece goduto con calma, in maniera da apprezzare il buon lavoro di caratterizzazione e approfondimento portato avanti da Gregory e Melissa e, magari, riuscire a cogliere anche i significati filosofici nascosti dietro ai vari finali. Significati filosofici che, comunque, io non ho colto, e forse per questo non mi sono sentito poi tanto appagato dopo aver finito il gioco. È una questione sicuramente da tenere in considerazione, assieme al fatto che, comunque, mi sono divertito un mondo dall'inizio alla fine.
Ultima cosa: mai avrei pensato, nel 2015, di dover lamentare la mancanza di una localizzazione italiana, ma in questo caso un'ottima conoscenza dell'inglese è indispensabile per poter godere appieno del titolo ed evitare di andare avanti a spanne.
Gioco recensito con codice fornito dallo sviluppatore.

Il Gioco
 
Piattaforma
Pro

Un gioco che cattura;
Stile grafico interessante;
Sonoro monotono, ma accattivante;
Scelte di gameplay azzeccate...

Contro

… anche se alcune possono lasciare perplessi;
Veramente pesante per chi non è di madrelingua;
Se non si colgono le questioni filosofiche si perde molto;
Va bene gustarselo, ma in fin dei conti finisce davvero in fretta.

Redazione
Il voto di G969
7.5


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