The Legend of Zelda: A Link between Worlds

Era il mese di Settembre e correva l’anno 1992: un inizio autunno particolarmente uggioso per me, giocatore in erba e al tempo felice possessore di un Super NES. Al tempo le avventure dell’eroe vestito di verde erano solamente due, anche se già riconosciute nel mondo videoludico come grandi successi e prodotti di indubbio valore, ma ancora un pò “acerbe” dal punto di vista della storia e di alcune meccaniche che si sarebbero affinate probabilmente nel tempo. Non ci si poteva aspettare, però, di mettere le mani su un titolo stratosferico come The Legend of Zelda: A Link to the Past (ゼルダの伝説 神々のトライフォース Zeruda no Densetsu: Kamigami no Toraifosu) che rappresentò a suo tempo una pietra miliare del genere, gioco avanzatissimo sia nello stile che nella realizzazione e futuro riferimento per l’ancor più strabiliante The Legend of Zelda: Ocarina of Time (ゼルダの伝説 時のオカリナ Zeruda no Densetsu: Toki no Okarina) uscito anni dopo per Nintendo 64. I due titoli citati sono considerati dai fans come i due capisaldi della serie, e dopo la versione rinnovata di Ocarina of Time era lecito aspettarsi un nuovo prodotto legato al capitolo per Super NES, come Miyamoto ed Aonuma dichiararono nel 2011: a differenza di Ocarina of Time 3D l’interesse era riposto nel creare un gioco ambientato nello stesso universo di A Link to The Past, ma con sostanziali differenze di gameplay e alcune novità atte a rendere il titolo completamente nuovo. Un gioco quindi che unisse tradizione e innovazione, che ricreasse l’atmosfera di un capolavoro, ma lo modificasse nella sostanza per rinnovarlo e renderlo attuale: entriamo nel “doppio mondo” di The Legend of Zelda: A Link between Worlds (ゼルダの伝説 神々のトライフォース2 Zeruda no Densetsu Kamigami no Toraifosu Tsu) armati di spada e scudo, per un’altra grande avventura di Link.

Hilda e Zelda, le due principesse

Hyrule e Lorule

Un mattino, il giovane Link viene svegliato di soprassalto dal piccolo Grì, suo amico e figlio del maniscalco presso il quale il nostro protagonista lavora: una consegna urgente va subito effettuata al capitano delle guardie del castello di Hyrule, pena una severa ramanzina da parte del fabbro, burbero ma onesto padrone dell’unica bottega presente nel villaggio Calbarico. Link dovrà consegnare una spada al capitano e si mette subito in viaggio in direzione del castello e riesce inaspettatamente a ottenere udienza con la Principessa Zelda, giovane sovrana di Hyrule che lo informerà di un’oscura minaccia che incombe sul regno. Link riceve in dono il medaglione che rappresenta la virtù del Coraggio, e viene incaricato del delicato compito di recuperare gli altri due medaglioni da due templi abbandonati da secoli, con lo scopo di riunire il potere della Triforza: questo oggetto leggendario è stato creato dagli Dei che diedero inizio alla vita nel mondo ed è in grado di fermare il pericolo che minaccia il regno. La situazione, però, precipita all’improvviso con l’apparizione del malvagio Yuga, stregone dai terribili poteri che imprigiona Zelda e altre persone in cornici magiche di sua creazione: le vittime vengono trasformate in dipinti e conservate da Yuga, che punta ad utilizzare l’energia vitale dei suoi prigionieri per evocare lo spirito di Ganon, demoniaco signore delle tenebre sconfitto sei generazioni prima per mano di un eroe prescelto. Lo stregone mira a possedere i grandi poteri di Ganon per diventare invincibile e immortale, al fine di preservare la sua giovinezza e bellezza in eterno; Yuga proviene da Lorule, una versione oscura e speculare di Hyrule dominata dal male, tenuto a freno solamente dagli sforzi della Principessa Hilda, versione speculare di Zelda e sovrana legittima di Lorule dotata di grandi poteri mistici. Link attacca Yuga e sembra avere la meglio quando il mago lo colpisce con la stessa magia che utilizza per intrappolare le persone nelle cornici: illudendosi di aver eliminato l’avversario, Yuga si dà alla fuga nelle terre di Lorule aprendo nei muri un gran numero di crepe spazio/temporali. Link riesce a liberarsi dalla sua prigione magica grazie ai poteri che la Triforza gli ha donato, essendo il prescelto che combatterà il male, e si lancia all’inseguimento del malvagio stregone: dovrà esplorare in lungo e in largo i due mondi connessi tra loro per liberare i prigionieri di Yuga e impedirgli di ottenere il potere illimitato che egli brama. Riuscirà nell’impresa? Starà a noi guidarlo in questa nuova, grande avventura.

Yuga, lo stregone che minaccia Hyrule e Lorule

Un collegamento con il passato

La bottega di Lavio

Il fascino di questo titolo si nota sin dai primi passi che muoveremo nelle lussureggianti ambientazioni riprese con precisione dal precedente capitolo per Super NES: un mix riuscitissimo tra un grande classico e un gioco innovativo al tempo stesso, degno erede del capitolo precedente e tipico esempio di quanto un brand come questo abbia ancora molto, moltissimo da dire nonostante il tempo che passa. Abbandonato l’utilizzo della spada mediante pennino stilo, tipico di episodi come Phantom Hourglass per Nintendo DS, il sistema di controllo torna sul classico  e risulta estremamente intuitivo coinvolgendo sia i tasti che i i grilletti dorsali, limitando l’uso del touch screen a operazioni con l’inventario e sulla mappa del mondo. La grande novità di questo titolo è principalmente nel gameplay, forte di molte introduzioni rivoluzionarie che cambiano il modo stesso di concepire un gioco di questa serie: contrariamente a quanto accadeva negli scorsi episodi, ora quasi tutti gli oggetti sono a nostra disposizione sin dalle prime fasi dell’avventura grazie a Lavio, un commerciante simile a un coniglio che si stabilirà presso la nostra abitazione e che ci darà la possibilità di noleggiare (ad un prezzo relativamente basso) molti oggetti come l’arco, il rampino, le bombe eccetera; se verremo uccisi durante i nostri viaggi, Lavio si riprenderà gli articoli noleggiati e dovremo pagare nuovamente il noleggio per poterne disporre di nuovo. Più avanti nel gioco avremo la possibilità di comprare gli oggetti a fronte di un pagamento molto consistente (attorno alle 800 rupie, valuta corrente sia ad Hyrule che a Lorule) e di possederli definitivamente: mai come ora le rupie sono state così importanti in un gioco di questa serie, decisive per ottenere oggetti indispensabili e quindi fondamentali da raccogliere nel maggior numero possibile. Gli oggetti ora non funzioneranno più con il classico metodo numerico (numero di bombe disponibili, numero di frecce da scoccare eccetera), ma tutto verrà calcolato in base alla barra dell’energia viola presente in basso sulla sinistra. Questo cambio comporta anche un’altra sostanziale differenza rispetto al passato: l’esplorazione dei dungeon non sarà più scandita dalla ricerca degli oggetti, interrompendo il classico ciclo “esplora il dungeon-trova il nuovo oggetto-trova il nuovo dungeon” che da sempre ha caratterizzato i capitoli classici della saga. L’altra grande innovazione viene portata dal nuovo potere di Link: la trasformazione in dipinto ci consentirà di aderire alle pareti (diventando di fatto bidimensionali) e quindi di esplorare e guadagnare l’accesso a zone inaccessibili, mettendo alla prova la nostra capacità di osservare e collegare strade alternative e di fatto sfruttando appieno sia le possibilità offerte da un tipo di movimento in “due dimensioni” unendolo alla visuale dall’alto che il gioco offre. Questo nuovo potere ha permesso agli sviluppatori di riprendere un mondo “già visto” come quello di A Link to the Past e riproporlo in versione totalmente rinnovata dal punto di vista del gameplay, operazione non certo semplice, ma riuscita appieno. Anche la funzione StreetPass è stata utilizzata in modo azzeccato: a ogni incontro con una persona che possiede il gioco avremo a che fare con un Link Oscuro, storica nemesi del nostro eroe, che apparirà nel mondo e che potremo sfidare a singolar tenzone per ottenere i vari achievements sbloccabili con gli scontri. Tantissimo da fare e tantissimo da esplorare, quindi, con l’unica pecca che si può riscontrare nella longevità piuttosto scarsa che si colloca attorno alle 15 ore, fortunatamente espandibili grazie alle varie quest secondarie disponibili, come la ricerca dei cuccioli dispersi di Mamma Mai-Mai, un polipo gigante amichevole che potenzierà i nostri oggetti e, ovviamente, la Master Quest, ovvero tutta l’avventura  principale rigiocabile a livello di difficoltà elevato una volta completato il gioco per la prima volta.

Il fantastico regno di Hyrule

Se il gioco risulta un trionfo di gameplay, a livello grafico e sonoro abbiamo un altro motivo per festeggiare: in questo episodio sono presenti alcune tra le migliori texture mai viste finora su 3DS, precise e rifinite in modo ammirevole e che si uniscono sapientemente ai meravigliosi effetti di luce. La grafica risulta estremamente piacevole con un’interessante differenza di sensazioni tra Hyrule e Lorule, il primo luminoso e piacevole a vedersi e il secondo oscuro e dai tratti opprimenti: la scelta di riprendere il mondo di A Link to the Past e modificarlo nella sostanza, ma non nella forma si rivela vincente, regalando ai nuovi giocatori un territorio ampio da visitare e nel contempo ai vecchi appassionati una piacevole sensazione di déjà vu arricchita da nuove introduzioni. Le animazioni sono fluide, ben costruite, e si adattano alla perfezione ai modelli dei personaggi creati con uno stile cartoon, che tuttavia non altera la percezione dell’epica avventura che stiamo vivendo. La piacevole sensazione di “vecchio & nuovo” si avverte anche durante l’ascolto delle splendide musiche e degli effetti sonori, molti dei quali ripresi esattamente dal primo gioco e che si accompagnano benissimo alle versioni rinnovate dei classici temi della serie, il tutto a opera di Ryo Nagamatsu. A livello tecnico questo titolo si assesta a livelli altissimi, probabilmente i migliori raggiunti finora sulla console portatile di casa Nintendo, creando un ottimo mix tra la classica visuale a volo d’uccello e un effetto 3D estremamente pulito e piacevole. Commento

The Legend of Zelda: A Link between Worlds si piazza rapidamente tra le migliori produzioni per Nintendo 3DS, regalandoci un mix sapiente di tradizione e innovazione: Nintendo si conferma in grado di creare dei veri classici in grado, però, di lasciare a bocca aperta anche giocatori di un mercato come quello odierno. Esteticamente eccellente, meraviglioso da giocare, questo episodio giustifica da solo l’acquisto della console su cui gira come le vecchie “killer application” che al tempo emozionavano tutti noi. E con questo nuovo capitolo di Zelda ci riescono ancora.