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Il genere JRPG sta vivendo negli ultimi anni una sorta di “seconda giovinezza” qui nel Vecchio Continente: complice la “giappomania” dilagante tra i giovani, questo genere tipicamente orientale di RPG ha mostrato al Mondo tutta la sua profondità e tutte le sue sfaccettature. La serie Agarest è un chiaro esempio di prodotto che, almeno inizialmente, non si pensava affatto di vedere in Europa, e soltanto grazie ai ragazzi di Ghostlight questi giochi targati Idea Factory (e Laughing Jackal per la versione PC) sono arrivati fin sulle nostre sponde con una traduzione in inglese e il mantenimento del doppiaggio originale giapponese. Famosa per i combattimenti strategici e complessi, addizionati a una corposa dose di fan service e abbozzo di dating sim, questa serie di JRPG è il tipico prodotto creato per il panorama videoludico del Sol Levante che ben si presta a queste tipologie di intrattenimento: la miscela funzionerà anche qui da noi? Dopo la prima recensione di Agarest: Generations of War (che potete trovare qui), torniamo a esplorare questo mondo fantasy popolato da formose donzelle con Agarest: Generations of War Zero, conosciuto in Giappone come アガレスト戦記 ZERO (Agaresuto Senki Zero) e in America come Record of Agarest War Zero.

La guerra non è tutto

In questo episodio prequel vestiremo i panni dell’abile guerriero Sieghart, impegnato in un’aspra guerra contro forze malefiche che minacciano il suo regno: dopo alcuni combattimenti, il nostro si troverà ad affro2014-04-14_00004ntare una minaccia troppo grande anche per le sue eccellenti abilità e soccomberà sotto i colpi del nemico. Misteriosamente, però, una ragazza senza nome accorrerà in suo aiuto e lo riporterà in vita offrendogli una seconda possibilità per sistemare ciò che deve essere sistemato, chiedendo comunque a Sieghart di acconsentire a dare il via a una lunga catena di eredi: saranno eroi del mondo, prescelti con abilità fuori del comune associate ai genitori che daranno loro la vita. Molte avventure e pericoli si porranno sulla strada di Sieghart e dei suoi discendenti, ma non sarà certamente solo in quest’impresa: potrà infatti contare sull’aiuto di un nutrito numero di fanciulle al suo seguito: la serie Agarest, infatti, pone l’elemento dating sim mescolato alla classica meccanica JRPG, legandolo alla creazione di discendenti che proseguiranno l’avventura anni più avanti (una meccanica simile è presente anche in Conception, targato Atlus), ereditando le abilità combinate di entrambi i genitori. Una storia corposa che si sviluppa in più generazioni, nel tentativo di salvare il mondo dal male: forse proprio sulla trama Agarest Zero zoppica un po’, presentandoci una storia molto essenziale e permeata in modo fin troppo eccessivo dei classici cliché e dei personaggi tipici della cultura giapponese, cosa che può piacere a molti fans accaniti, ma certamente non a tutti. L’intera produzione fa leva su siparietti umoristici, relazioni platoniche e tipici elementi adorati dal pubblico nipponico che ricordano molto serie come Tales Of: o si odia, o si ama.

NESSUNA PIETA’

A livello di gameplay, Agarest Zero è quasi del tutto identico al suo predecessore, con combattimenti che fanno leva sulla strategia, dialoghi con alcune scelte effettuabili direttamente dal giocatore, componenti classici dei JRPG con un menù molto ricco di opzioni e la già citata meccanica dating sim: molto interessante si rivela l’introduzione della scelta tra più “carte” classe, che ci permetteranno una 2014-05-15_00004più completa e dettagliata personalizzazione del protagonista, rendendolo un guerriero fisico oppure uno stregone in grado di lanciare molti più incantesimi. Avremo a nostra disposizione molte combinazioni diverse per rendere il personaggio esattamente come noi lo vogliamo, destreggiandoci tra le numerose caratteristiche che si creeranno in seguito alle nostre scelte. Il gioco è duro e, a volte, anche spietato, con un livello di difficoltà elevato che si avvertirà soprattutto nelle fasi più avanzate del gioco: difficilmente verrà perdonato un errore di strategia durante le numerose battaglie che andremo ad affrontare con il nostro gruppo di eroi. Come in Agarest: Generations of War, i combattimenti sono divisi in “fase movimento” e “fase azione”, durante le quali muoveremo i nostri personaggi sulla scacchiera di battaglia e porteremo a segno i nostri attacchi, combinandoli anche tra loro per creare potenti combo che infliggeranno molti più danni. Come nell’episodio precedente, sarà possibile usare alcuni punti della scacchiera per piazzarsi in posizioni di vantaggio (i cosiddetti “link”) che uniranno le forze di due personaggi collegati tra loro, con la possibilità di scatenare attacchi ancor più devastanti. A livello di trama e di puro fan service vengono introdotti anche i due sistemi Feel Link e Free Intention: entrambe le meccaniche serviranno per aumentare il livello di personalizzazione dei nostri rapporti con le eroine con le quali stringeremo relazioni, permettendoci di scegliere costumi, oggetti nell’inventario eccetera. La longevità si assesta su ottimi livelli, motivati soprattutto dalla difficoltà delle battaglie e dal loro numero consistente.

ESTETICA?

Agarest: Generations of War Zero si porta appresso tutti i difetti grafici del predecessore, un vero peccato considerando che il gioco è un porting per PC: il tutto risulta poco ottimizzato, soprattutto quando assisteremo a ingombranti cali di frame rate durante le battaglie che metteranno a dura prova i computer meno performanti. Il tutto risulta ancor più strano considerando che i modelli dei personaggi 2014-04-14_00006sono sprite pixellosi in bassa risoluzione, dotati di ben poche animazioni, inseriti in una cornice poligonale da console di sesta generazione (per intenderci, PS2, ndr) che risultano poco apprezzabili. Fortunatamente il comparto grafico recupera alcuni punti nelle sezioni di dialogo, dove vengono sfoggiate splendide artwork animate e disegnate nel più puro stile anime: le fanciulle sono ovviamente il punto di forza di questo titolo e molto sforzo viene dedicato alla loro raffigurazione, ma anche i personaggi maschili sono veramente ben fatti. Il comparto sonoro è di certo la parte migliore di questo titolo, arricchito da temi musicali ritmati, orecchiabili e assai ispirati al classico j-rock nipponico: la fusione di queste musiche con l’ambientazione fantasy funziona bene e gli effetti sonori sono di pari livello. Il doppiaggio è interamente originale in lingua giapponese, di alta qualità e rappresenta di certo un valore aggiunto a questa produzione.

Commento
 

Agarest: Generations of War Zero porta avanti il lavoro del predecessore senza introdurre sostanziali novità e qui sta probabilmente il suo difetto peggiore: si è portato appresso tutto ciò che non andava nel gioco precedente, migliorando solo alcune meccaniche di personalizzazione, di dating sim e sostituendo le vecchie artwork statiche con nuove illustrazioni dinamiche ed animate. Gli amanti dei prodotti tipicamente nipponici lo apprezzeranno di certo, chi invece trova poco piacevole il modo giapponese di fare RPG non si ricrederà di certo con questo titolo. Un gioco senza eccessive pretese, con i suoi difetti ma che riesce comunque a regalare divertimento se messo tra le mani di un giocatore in grado di apprezzarne le doti.

Il Gioco
 
Piattaforma
Genere
Sviluppatore

Idea Factory - Laughing Jackal (PC)

Publisher

Ghostlight

Data di uscita

17 Aprile 2014

Redazione
 
Gameplay
7.0

 
Grafica
6.5

 
Sonoro
8.0

 
Longevità
7.5

Il voto di G969
7.0

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Lettori
 
Gameplay
5.2

 
Grafica
0.0

 
Sonoro
3.9

 
Longevità
6.3

Il voto dei lettori
1 voto
3.9

Hai votato

Pro

- JRPG vecchia scuola
- Comparto sonoro assai godibile
- Artwork di ottima fattura
- Molto difficile..

Contro

- ..forse troppo
- Graficamente sempre troppo arretrato
- Trama semplice e poco accattivante
- Ben poche innovazioni rispetto al predecessore

  • Zarusama

    Ed hanno appena annunciato il due per pc :3